
LA CASA, GLI SPAZI, IL PROGETTO EDUCATIVO
La Comunità si trova a Vedole, frazione del Comune di Colorno, provincia di Parma.
La struttura, interamente ristrutturata, è molto ampia e confortevole, su tre piani, ha un esteso parco esterno, attrezzato con campo da calcio e da pallavolo, ed esprime notevoli potenzialità per la creazione di attività a valenza ricreativa ed educativa.
La Comunità integra o sostituisce temporaneamente la famiglia, offrendo al bambino e all’adolescente un contesto protetto e delle relazioni educative stabili, in grado di sostenere e promuovere un benessere personale, fondamentale per l’attivazione di un autonomo percorso di crescita, dal punto di vista affettivo, cognitivo e socio-culturale.
La Comunità persegue le seguenti finalità educative:
– Svolgere azioni di recupero per il minore che si trovi in situazioni di incuria, inadeguatezza e abbandono temporaneo assicurando assistenza, protezione e partecipazione alla vita sociale;
– Integrare o sostituire temporaneamente le funzioni genitoriali compromesse e favorire, dove possibile, i rapporti con la famiglia d’origine;
– Offrire accoglienza in un ambiente che consenta di apprendere una pratica quotidiana di vita, e stimoli l’autonomia e la cura personale;
– Incoraggiare la partecipazione del minore alla vita della comunità favorendo un clima di reciproco riconoscimento delle differenze;
– Accompagnare e sostenere il minore nella costruzione del proprio sé e nella costituzione del proprio progetto di vita;
– Coinvolgere il minore nelle decisioni relative al proprio percorso (inserimento, progetto individuale, dimissione), nella prospettiva dell’acquisizione di autonomia e indipendenza dalle figure adulte;
– Promuovere interventi di sostegno scolastico o attivare percorsi di formazione professionale e inserimento lavorativo;
– Favorire i rapporti con il contesto sociale di riferimento attraverso l’utilizzo dei servizi scolastici, del tempo libero, socio-sanitari e di ogni altra risorsa presente nel territorio.
GLI SPAZI
La Comunità è strutturata per offrire un ottimo livello di confort agli ospiti e la possibilità di praticare sia una vita di relazione, sia di costruire una propria routine individuale con l’organizzazione di spazi più esclusivi e personalizzabili.
La casa si compone di un piano terra costituito da ingresso, cucina, dispensa, bagni e lavandini comuni, un ampio soggiorno, una grande sala da pranzo e altri spazi comuni. Il primo piano è adibito a camere da letto con bagni, e spazio lavanderia/stireria. Il secondo ospita invece un appartamento autonomo destinato all’accoglienza del progetto M.S.N.A.
I minori sono ospitati in camere singole o doppie, di cui devono curare personalmente l’allestimento e il riassetto, nel rispetto dei valori del contesto ospitante e del necessario decoro, per favorire momenti di crescita individuale ed autonoma.
La Struttura dispone inoltre di un ampio parco esterno e di un grande salone ristrutturato che viene utilizzato per riunioni/gruppi educativi e che costituisce lo spazio pomeridiano destinato ad attività di studio, attività espressive e laboratori.
IL PROGETTO EDUCATIVO
I servizi di natura educativa, che costituiscono l’essenza dell’attività della Comunità, vengono progettati e declinati in funzione della tipologia degli ospiti e degli obiettivi prefissati.
Il PEI è lo strumento privilegiato nel percorso con il minore; questo per garantire la personalizzazione del percorso di comunità e il rispetto delle differenze e dei bisogni individuali, pur nella consapevolezza e nel rispetto del contesto comune (la comunità educativa).
Il PEI segue il Progetto Quadro stilato dal Servizio Sociale, ed è la risposta attiva e concreta della Comunità ai bisogni e agli obiettivi che il Servizio chiede in merito alla progettualità sul minore.
Al centro del PEI sta comunque sempre il ragazzo, che vuole e deve essere visto in ogni suo punto di forza e aspetto di fragilità, e deve essere protagonista e partecipante attivo del percorso di vita che si va a delineare.
Punti focali del PEI sono la Scuola, le Relazioni, lo Sport e ogni altra attività che possa contribuire a costruire una mappa sempre più definita e ricca sulla quale il ragazzo inizi a definire o ridefinire la propria identità.
La fase del “progetto” viene avviata dagli educatori attraverso un primo momento di osservazione e conoscenza del minore, della durata di circa un mese, che porterà l’equipe, in collaborazione con il Servizio Sociale di riferimento a predisporre il progetto educativo individualizzato (P.E.I.) declinato in aree di intervento, obiettivi, azioni/strategie per raggiungerli, e tempistiche.
IL SERVIZIO DI TUTORAGGIO
La personalizzazione degli interventi educativi è perseguita attraverso l’attività di un educatore con funzione di Tutor (o educatore di riferimento), che garantisce continuità nei diversi ambiti di vita, anche esterni alla comunità quali scuola, famiglia, coetanei e realizza momenti di ascolto individuale.
L’educatore Tutor è colui che in maniera più individualizzata “accompagna” il ragazzo nella quotidianità della vita comunitaria e mira a costituire un punto di riferimento relazionale ed emotivo più specifico rispetto al resto dell’equipe. Questo è pensato per consentire al ragazzo di sentirsi “considerato” da uno sguardo dedicato che gli possa restituire attenzioni “esclusive” e in parte colmare il profondo bisogno di essere “visto” che sempre accompagna l’ingresso in Comunità.
La comunità inoltre, nella figura dell’educatore-tutor, mantiene i rapporti con la scuola e può attivare, in collaborazione con alcuni Enti di Formazione Professionale e Associazioni del territorio, progetti di formazione e di inserimento lavorativo o sociale.
